Eventi importanti e le curiosità del mese  – dicembre

LA VERA STORIA DI BABBO NATALE  

Babbo Natale, lo sanno tutti, è un vecchio signore, grasso e rubicondo, che vive al Polo Nord. I suoi aiutanti sono piccoli folletti del bosco e il suo mezzo di trasporto una slitta trainata da renne. Ma Babbo Natale è esistito veramente… era un certo San Nicola, vescovo della città di Myra, che dopo la sua morte divenne procacciatore di abbondanza per le famiglie povere…. Secondo alcuni, il vescovo era entrato in possesso di un oggetto magico, il Graal, grazie al quale aveva raggiunto la facoltà di produrre abbondanza da regalare. Da quel momento, Nicola divenne il dispensatore di doni, soprattutto per i bambini poveri e buoni. A testimonianza di ciò, il fatto che nei paesi anglosassoni Babbo Natale è chiamato Santa Claus, che tradotto significa San Nicola. 

Per saperne di più: http://www.ilnatale.org/babbonatale.htm

LUIGI PIRANDELLO 
(Nato a Girgenti il 26 giugno 1867 – morto  il 10 dicembre 1936)
 

Nasce a Girgenti (oggi Agrigento) nel 1867, da una famiglia borghese. Nel 1891 si laurea all'Università di Bonn. Tornato in Italia, nel 1893 si stabilisce a Roma dove inizia a collaborare a riviste letterarie, ed insegna all'Istituto superiore di Magistero, prima stilistica, poi letteratura italiana. Comincia a pubblicare poesie, romanzi e novelle (che, a principiar dal 1909, apparivano sul "Corriere della Sera"), per poi affermarsi come autore drammatico nei due lustri seguenti al primo conflitto mondiale. Se "Liolà", "La giara", "Il berretto a sonagli", "Pensaci, Giacomino!", "Così è (se vi pare)", "Il piacere dell'onestà" sono i lavori più significativi del periodo 1915-20, è nel 1921 – anno della prima, sfortunata rappresentazione dei "Sei personaggi in cerca d'autore" - che la fama del Nostro varca i confini nazionali, con il consenso unanime di pubblico e critica. Da ricordare, ancora, i drammi "Vestire gli ignudi" (1923) e "L'amica delle mogli" (1927), dedicati a Marta Abba. Accademico d'Italia dal 1929, nel '34 è insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore a Roma nel 1936, mentre sta lavorando a "I giganti della montagna". I tratti salienti dell'arte di Pirandello si presentano sin dalle sue prime prove narrative: se già nel romanzo breve "Il turno" (1895) il gusto dell'autore siciliano pel grottesco corrosivo risulta infatti evidente, ne "L'esclusa" (1901) – storia di una donna cacciata di casa dal marito per un'ingiusta accusa di adulterio e riammessavi proprio quando adultera è diventata – si precisa una visione dell'uomo prigioniero delle convenzioni e smarrito nel dedalo di una verità proteiforme. Tali concetti trovano definitiva sistemazione ne "Il fu Mattia Pascal"(1904) – dove un individuo ritenuto morto cerca invano di crearsi un'identità nuova, finendo per perdere anche l'originaria – e vengono integrati dalle riflessioni contenute nel saggio "L'umorismo" (1908), incentrato sui problemi della creazione artistica. Se "I vecchi e i giovani" (1906) segna un ritorno ai canoni del verismo, nel confronto tra illusioni risorgimentali e scorciatoie cercate dalle nuove generazioni, in "Suo marito" (1911) e "Si gira" (1915) si fa più pessimistico il suo sguardo sull'umanità, ingabbiata nella finzione ed impossibilitata a decrittare il reale. Uguali tematiche si riscontrano nelle sue novelle, raccolte nel 1922 sotto il titolo "Novelle per un anno" pubbliccate anche in ungherese, e nel suo ultimo romanzo "Uno, nessuno e centomila"(1926).  
 
Per saperne di più: www.italialibri.net/contributi/0311-1.html
 

Eventi importanti e le curiosità del mese – novem

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1 novembre: Ognissanti

1 novembre

Il primo novembre si festeggia il giorno di Ognissanti, festività cristiana e civile, considerata popolarmente l'onomastico delle persone il cui nome non compare nel calendario cristiano. Le commemorazioni dei Santi della Chiesa iniziarono ad essere celebrate nel IV secolo. Fu Papa Gregorio II, nel VII secolo, a stabilire la data del 1 novembre, giorno che venne dichiarato festività di precetto dal re franco Luigi il Pio nell'835.

2 novembre

Il giorno successivo, in cui si ricordano i defunti, non è festivo ma é senza dubbio una giornata molto sentita dalla popolazione italiana, che viaggia spesso verso i propri luoghi di origine per portare fiori e lumini ai propri parenti ed amici scomparsi.

Il culto dei morti è antichissimo; lo festeggiavano già durante l'impero romano, e la ricorrenza durava tutta l'ultima settimana di febbraio, mese considerato "purificatore". Era tradizione cospargere le tombe di fave nere, oppure regalare questi legumi anche ai poveri, che li mangiavano crudi (per distinguersi dai ceti benestanti che avevano il diritto di cucinarli). Le fave, infatti, rappresentavano le lacrime dei defunti e, sempre secondo la leggenda, questi riti servivano ad implorare la pace ai morti. 

Per saperne di più: https://www.giorni-festivi.it/ognissanti.php

Ennio Morricone

Ennio Morricone (Roma, 10 novembre 1928) è un compositore, musicista e direttore d'orchestra italiano. Dal 1946 ad oggi ha composto più di 100 brani classici, ma ciò che ha dato la fama mondiale a Morricone come compositore, sono state le musiche prodotte per il genere del western all'italiana, che lo portarono a collaborare con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come la Trilogia del dollaro, Una pistola per Ringo, La resa dei conti, C'era una volta il West, Il grande silenzio, Il mercenario, Giù la testa, Il mio nome è Nessuno. 

Dagli anni settanta Morricone diventa un nome di rilievo anche nel cinema hollywoodiano, componendo musiche per registi americani come John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levinson, Mike Nichols, Oliver Stone e Quentin Tarantino. Morricone scrisse le musiche per numerose pellicole premiate all'Academy Award come I giorni del cielo, Mission, The Untouchables - Gli intoccabili, Nuovo Cinema Paradiso, C'era una volta in America. 

Nel 2007 Morricone ha ricevuto il premio Oscar onorario alla carriera "per i suoi contributi magnificenti e sfaccettati all'arte della musica da film" dopo essere stato nominato per 5 volte tra il 1979 e il 2001 senza aver raggiunto il traguardo. 

Il 26 febbraio 2016, gli è stata attribuita la stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame. 

Il 28 febbraio 2016, ottiene il suo secondo Oscar per le partiture del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe. 

Nel 2016, in collaborazione con Alessandro De Rosa, è stata pubblicata l'Autobiografia "Inseguendo quel suono".  

Per saperne di più: http://nonsolocultura.studenti.it/ennio-morricone-vita-e-opere-241075.html


 

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE - OTTOBRE

Lo sapeva?

LUCIANO PAVAROTTI

Che Pavarotti – nato il 12 ottobre 1935 a Modena – sia stata una delle più belle voci di tenore del ventesimo secolo è un dato di fatto, che neppure i più accaniti denigratori mettono in discussione.

Dopo aver partecipato con il padre e la “Corale Rossini” al festival di Llangollen, in Galles, dove vincono il primo premio, nel 1961 che Pavarotti vince il concorso internazionale "Achille Peri" che segna il suo vero esordio. Lo stesso anno, infatti, Pavarotti debutta al Teatro Municipale di Reggio Emilia, con La Bohème di Giacomo Puccini, opera divenuta per lui emblematica, più volte ripresa anche in tarda età, sempre nei panni di Rodolfo. Ancora nel 1961 Pavarotti, dopo otto anni di fidanzamento, sposa Adua Veroni.

Gli anni Sessanta sono fondamentali anche per la vita privata del tenore. È di quel periodo la nascita delle amatissime figlie: nel 1962 nasce Lorenza, seguita nel 1964 da Cristina e infine nel 1967 arriva Giuliana. Pavarotti ha un legame fortissimo con le figlie: le considera il bene più importante della sua vita.

Luciano Pavarotti ha oltrepassato i quarant'anni di carriera, una carriera intensa e piena di successi. Nulla sembrava d'altronde incrinare mai l'olimpica serenità del Maestro, forte di una piena soddisfazione interiore che gli ha fatto dichiarare: "Penso che una vita spesa per la musica sia una vita spesa in bellezza ed è a ciò che io ho consacrato la mia vita". 

Nel luglio 2006 viene operato d'urgenza in un ospedale di New York. Poi si stabilisce nella sua villa nel modenese, ma all'età di 71 anni si è spento il 6 settembre 2007.

Per saperne di più: 
www.wuz.it/articolo/1423/luciano-pavarotti.html

Lo sapeva?

NICOLÒ  PAGANINI

Nato a Genova il 27 Ottobre 1782 in una modesta famiglia abitante in un “carruggio” a ridosso del porto (suo padre era imballatore, ma sapeva suonare mandolino e violino; sua madre era una popolana), Nicolò manifestò subito una notevole sensibilità per tutto ciò che era “suono”: da quello delle campane a quello dell’organo parrocchiale.  Aveva un orecchio finissimo e a quattro anni era in grado di far notare a suo padre una stonatura.

Vista quella precocità, il padre si propose di fare del figlio un bambino prodigio: gli impose orari di studio pesantissimi, gli vietò di giocare con i suoi compagni, punì ogni mancanza con percosse e privazioni di cibo.  Il fisico del bimbo, già di per sé non robusto, ne patì molto e la salute ne risentì gravemente.  Il rapporto di Nicolò con la madre fu, invece, tenerissimo, anche se non valse a mitigare il trattamento paterno, dati i criteri maschilisti dell’epoca.

Nonostante ciò, Nicolò crebbe nell’amore della musica e del violino.  Studiava tutte le risorse dello strumento; piegava il suo violino ad imitare le voci più disparate della natura (il canto dei vari uccelli; le voci di diversi animali, dal gatto all’asino; i timbri di vari strumenti, dal flauto alla tromba e al corno).  Tutto ciò impressionava il pubblico.

Nasceva così il primo esempio di divismo: mode “alla Paganini”, pettegolezzi sul personaggio, addirittura leggende di un suo patto col diavolo.

Paganini conduceva una vita provata molto disordinata e avventurosa. Le donne (sia nobili, sia popolane) con cui ebbe relazioni furono innumerevoli da una donna ebbe un figlio, Achille, di cui ottenne l’affidamento dopo aver rotto la relazione con la donna. Con “Achillino” ebbe un rapporto molto affettuoso; il bimbo lo seguì nei suoi viaggi e, cresciuto, studiò le lingue per fargli da interprete.  E fu lui ad essergli vicino al momento della morte, avvenuta a Nizza nel cui dolce clima Paganini, minato da molte malattie, sperava di riprendersi: il 27 Maggio 1840 venne colto, mentre si metteva a tavola, da un fortissimo accesso di tosse;  la violenta tosse, che lo aveva tormentato per tutta la vita, gli provocò una emottisi da cui fu stroncato.

Paganini fu non solo un eccezionale violinista, ma anche un ottimo compositore.  Scrisse brani per violino solo (tra cui brillano i famosi Capricci), vari Concerti per violino ed orchestra (il più famoso è quello denominato La Campanella), numerosi quartetti, molti brani per mandolino e chitarra.

Paganini lasciò il suo violino al Comune di Genova: è un “Guarnieri del Gesù” (1742), che Paganini chiamava affettuosamente “il mio cannone violino” e che Genova conserva con giusto orgoglio ed infinita cura.

Per saperne di più: 
http://paganininiccolo.blogspot.hu/p/la-vita.html
 

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE - SETTEMBRE

Lo sapeva?

Francesca Caccini

(Firenze, il 18 settembre)

Francesca Caccini, detta la Cecchina.- Figlia e allieva di Giulio Caccini, fu cantante, compositrice, poetessa in lingua italiana e latina. Nacque a Firenze nel 1581; s'ignora l'anno della morte. Come cantatrice fu disputata dalle corti di Toscana, di Mantova e di Francia. Fu la prima donna che abbia composto un'opera teatrale: La liberazione di Ruggero dall'Isola d'Alcina, su libretto del Saracinelli, eseguita nel 1625 alla Villa del Poggio Imperiale. In quest'opera la Cecchina, allontanandosi in parte dal puro stile recitativo del padre e degli altri suoi predecessori, mostra di aver tenuto conto dei nuovi caratteri dati alla musica scenica dal Monteverdi. Prima di quest'opera aveva però musicato il Ballo delle Zingane (Firenze, 1614), e scritto composizioni sacre e profane.

Anche le altre sue sorelle, Settimia, Lucia e Margherita, furono valenti cantatrici.

Per saperne di più: http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/francesca-caccini/


Monica Bellucci

(Città di Castello,Perugia, il 30 settembre)

Monica Bellucci è una delle attrici italiane più note nel panorama di casa (ma anche internazionale). 

La carriera di Monica  inizia intorno agli anni ’90 quando debutta in un film di Dino Risi, con Giancarlo Giannini, “Vita coi Figli”. Nel 2000 inizia la sua vera ascesa verso il successo grazie al film di Tornatore “Malèna”; questo è il film che la consacra anche in America tanto da venir scelta per interpretare il ruolo di Persephone nei film ”Matrix Reloaded e Revolutions” e, poi, per interpretare Maria Maddalena ne “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. 

Nel 2005 lavora ancora a un film estero interpretando la strega nel film “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” diretto da T. Gilliam. In Italia; nel 2007 viene chiamata da Muccino per interpretare uno dei ruoli del sequel “Manuale d’Amore 2”, mentre un anno dopo si presenta a Cannes con un film di M. T. Giordana: “SanguePazzo”.

Le sue ultime collaborazioni più importanti, dal 2009 ad oggi, sono state “Baarìa”, “L’apprendista stregone” e “Manuale d’Amore 3”

Per saperne di più: http://www.ecodelcinema.com/monica-bellucci-biografia-filmografia.htm
 

Eventi importanti e le curiosità del mese – giugno

Lo sapeva?

Festa della Repubblica italiana, 2 giugno

La Festa della Repubblica italiana è la principale festa nazionale italiana. Viene celebrata il 2 giugno a ricordo della nascita della Repubblica.

Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di stato, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502. l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

Il 2 giugno celebra la nascita della nazione, in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della Presa della Bastiglia) e al 4 luglio statunitense (giorno in cui nel 1776 venne firmata la dichiarazione d'indipendenza).

In tutto il mondo le ambasciate italiane tengono un festeggiamento cui sono invitati i Capi di Stato del Paese ospitante. Da tutto il mondo arrivano al Presidente della Repubblica italiana gli auguri degli altri capi di Stato e speciali cerimonie ufficiali si tengono in Italia.

Con la legge 5 marzo 1977, n.54, soprattutto a causa della congiuntura economica sfavorevole, la Festa della Repubblica fu spostata alla prima domenica di giugno. Solamente nel 2001 su impulso dell'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il secondo governo Amato, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, riportò le celebrazioni al 2 giugno che divenne nuovamente festivo.

Per saperne di più: http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/05/2-giugno-2010-festa-della-repubblica-italiana

Lo sapeva?

Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio, nato nel 1313 (giugno o luglio) a Certaldo in Toscana, può ben essere considerato il padre della prosa volgare italiana e, insieme a Petrarca e a Dante, il più importante scrittore del XIV secolo sia in Italia che in Europa.

Dopo i primi studi a Firenze, nel 1327 si trasferisce a Napoli dove si dedica ai classici latini e alla letteratura italiana e francese e proprio qui vedono la luce le sue prime opere: Filocolo, Filostrato, Teseida, Caccia di Diana e Rime. 

Durante i successivi soggiorni a Firenze e nelle corti di Romagna compone oltre al Ninfale fiesolano e ad altre opere minori, la sua opera capitale: il Decameron, terminato nel 1351.È in questi anni che stringe amicizia con il “glorioso maestro”, Petrarca, e si dedica allo studio dell’opera dantesca. 

Viene a mancare nel dicembre 1375.

Come ben emerge leggendo il Decameron, Boccaccio sa esprimersi attraverso una considerevole varietà di toni e di stili in virtù del suo sperimentalismo. L’autore si dimostra inoltre ben attento a tutta la realtà, pronto a rappresentarla integralmente, da osservatore imparziale, nei suoi aspetti molteplici e talora contrastanti: una realtà in continuo mutamento. 

L’uomo, con le sue qualità e i suoi vizi, è il protagonista unico di vicende dove agiscono tre motivi o molle fondamentali: Fortuna, Amore e Intelligenza, presentate in tutta una ricca gamma di possibili sfumature. 

C'è da dire che Boccaccio impone nel Decameron una poetica realistica che comporta, oltre al citato pluristilismo, precisione di dettagli, descrizioni circostanziate, riferimenti “storici” a luoghi o persone reali. C’è assenza di questioni religiose, morali e politiche, e si individua nel naturalismo e nella rappresentazione realistica del mondo dei sensi il suo motivo ispiratore. 

L’amore, uno dei temi principali del Decameron, è visto come un istinto irrefrenabile, come legge naturale: la concezione laica presente è ben distante da quella della produzione boccacciana precedente. L’opera è destinata a fornire diletto e insieme consigli pratici di comportamento alle donne innamorate e, quanto ai contenuti, esprime l’intenzione di narrare “novelle piacevoli e aspri casi d’amore e altri fortunati avvenimenti”.

Per saperne di più: http://www.homolaicus.com/letteratura/boccaccio.htm
 

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE – MAGGIO

LO SAPEVA?

CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni 


La prima rappresentazione assoluta della Cavalleria rusticana dell'allora ventisettenne Pietro Mascagni, avvenuta il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma, segnò una data storica.

Il suo trionfo dava l'avvio alla nascita del Verismo, della cosiddetta "Giovane scuola italiana" e recava la testimonianza che la musica italiana serbava ancora un decisivo potenziale creativo, al di là del culmine verdiano.

Della nuova scuola Cavalleria rusticana è stata l'autentico prototipo e il modello scatenante. Puccini doveva comporre i suoi primi capolavori, Manon Lescaut e Bohème, rispettivamente dopo tre e dopo sei anni. Leoncavallo sentì così fortemente il richiamo della strada aperta da Mascagni che interruppe il lavoro all'ambiziosa opera storica I Medici che aveva in cantiere su commissione della Casa Ricordi, per scrivere quasi di getto I Pagliacci (1892) con i quali la Cavalleria entrò in un, fin troppo durevole, connubio.

Connubio favorito, del resto, oltre che da intrinseche affinità, dalla comune appartenenza alla Casa Musicale Sonzogno che aveva promosso il fortunato concorso al quale fu dovuta la nascita e l'affermazione della Cavalleria rusticana. Affermazione che, come s'è detto prima, diede l'avvio al sorgere della "Giovane scuola italiana", cioè al movimento verista in musica.

Il successo fulmineo ed universale dei primi capolavori del teatro musicale verista provocò subito una scissione tra le grandi masse del pubblico - che ancor oggi, dopo quasi un secolo, mostrano in ogni parte del mondo di prediligere Cavalleria, Pagliacci, Manon e Bohéme - e la maggior parte dei critici che, soprattutto in Italia, non hanno mai cessato di attaccare, e di svalutare spesso con sprezzante acrimonia, queste opere e i loro autori.

Per saperne di più: https://musicaescuola.wordpress.com/2014/04/28/cavalleria-rusticana-di-pietro-mascagni/


La Corsa dei Ceri

La Corsa dei Ceri di Gubbio è senza dubbio una delle feste più famose nel mondo: è la più sensazionale, la più eccitante, la più pazza corsa alla quale vi possa mai capitare di assistere.

Si celebra il 15 di maggio, vigilia di S. Ubaldo, e questo accade da secoli: secondo alcuni le origini della festa dei Ceri risalgono alla metà del XII secolo, quando il Comune, dopo un' importante vittoria riportata sulle città nemiche, decise di ricordare l'evento e ringraziare l'allora vescovo di Gubbio Ubaldo con una celebrazione annuale.

I Ceri sono 3 enormi macchine in legno di forma ottagonale fissate in basso a delle barelle, e alte circa 7 metri, ognuna sormontata dalla statua di un Santo: S. Ubaldo, protettore dei muratori, S. Giorgio protettore dei commercianti, S. Antonio abate protettore dei contadini.

I Ceraioli che trasportano i pesanti Ceri sono vestiti con colori vivaci e indossano fez, fazzoletto, sciarpa rossa in vita, pantaloni bianchi e camicia – gialla per S. Ubaldo, azzurra per S. Giorgio, nera per S. Antonio.

Il cerimoniale della festa è complesso e è rimasto inalterato attraverso i secoli.

A mezzogiorno suona il Campanone del Palazzo dei Consoli e avviene l'alzata dei Ceri, con ogni Capodieci che versa acqua da una brocca su un punto preciso del Cero e getta poi il recipiente in aria: questo, cadendo, va in frantumi, e la gente attorno li raccoglie per buon augurio.

Inizia a questo punto la mostra dei Ceri in giro per la città, fino a che vengono posati in una via del centro.

Alle ore 18 i Ceri vengono rialzati, quindi benedetti e poi ecco che inizia la straordinaria corsa lungo la discesa di via Dante; dopo una sosta in Piazza della Signoria i Ceri compiono tre "birate" e partono a gran velocità verso la Basilica di S. Ubaldo, posta sul pendio del Monte Igino.

Il vincitore non è il primo che arriva ad entrare in chiesa, infatti S. Ubaldo deve sempre entrare per primo, con gli altri che seguono non mutando l'ordine di partenza.

Il vincitore viene individuato in base a come la corsa è stata fatta, ovvero il grado di abilità mostrato dai barellieri, e saranno dibattiti infiniti tra i cittadini di Gubbio a stabilirlo.

Per saperne di più: http://www.ceri.it/

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE – APRILE

LO SAPEVA?

Pesce d'aprile

L'usanza di burlarsi di qualcuno, appendendogli sulla schiena un pesce disegnato su carta, è una tradizione che ha origini molto antiche. Un rito pagano che si rinnova di anno in anno sempre e solo il primo giorno di aprile.

Le origini di questa festa sono incerte. Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni – basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati – che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.

L’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo di aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti. 

Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dei offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle e buffonerie.

Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo.

Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo.

Per saperne di più: https://www.quotidiano.net/cronaca/pesce-d-aprile-scherzi-1.2023119


Le tradizioni della pasqua in italia

In Italia, come in molti Paesi cattolici, negli ultimi giorni prima della domenica di Pasqua si svolgono diversi riti che rievocano la Passione di Cristo. La parola Pasqua deriva dall'ebraico "pesach" o "Passak" che significa passaggio e fu istituita da Mosè a commemorazione del passaggio del Mar Rosso durante l'esodo degli ebrei dall'Egitto.

Dopo la lunga preparazione alla Quaresima, il ritmo dei riti evocativi della Passione si intensifica e raggiunge il vertice il Venerdì Santo. Con la Pasqua la comunità dei fedeli vive un giorno di lutto universale, espresso attraverso diverse forme di partecipazione popolare. In questa occasione, hanno luogo molte cerimonie folcloristiche in cui vengono rappresentati alcuni episodi della Passione, si benedicono le case, si consuma l'agnello pasquale, e si distribuiscono i tipici simboli pasquali: uova e dolci a forma di colomba.

Qual’è il significato simbolico dell’uovo di Pasqua?

Nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione: il guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente.

Per i pagani l’uovo è il simbolo della fertilità: l’eterno ritorno alla vita.

L'origine della colomba pasquale si fa risalire alla leggenda legata alla battaglia di Legnano: una coppia di colombi aveva il suo nido in una vecchia via di Milano accanto alla finestra di una signora che si era affezionata a loro. La donna aveva due figli che un giorno dovettero partire per la guerra e la donna da allora non sorrise più ai poveri colombi, che volarono fino al campo di battaglia dirigendo con il loro volo i tiri delle armi e a vittoria raggiunta si posarono sul pennone del Carroccio. Quando i figli della donna tornarono a casa, anche i colombi rioccuparono il loro nido.

Una particolarità della Pasqua italiana risiede anche nella sua cucina. Tutte le regioni italiane si preparano, infatti, ai festeggiamenti con piatti tipici.

Per saperne di più: http://www.lapasqua.com/

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE – MARZO

LO SAPEVA? 

LA FESTA DEL PAPÀ

Pochi paesi nel mondo festeggiano la festa del papà il 19 marzo. In effetti l’origine di questa data risale ad un’usanza cattolica di associarla alla ricorrenza di San Giuseppe, padre putativo di Gesù. Così, paesi di tradizione cattolica come la Spagna festeggiano questo stesso giorno.

Solo Italia, Spagna, Portogallo, Liechtenstein, la provincia di Anversa in Belgio e alcuni paesi sudamericani (Bolivia e Honduras) dedicano al papà una data in marzo. In quasi tutto il resto del mondo la festa del papà è stata fissata nella terza domenica di Giugno, eccezion fatta per la Germania, dove si festeggia in occasione dell’Ascensione (la quarta domenica dopo Pasqua, festività pubblica nei Lander tedeschi). In Russia e in Danimarca la festa del papà è associata alla festa della difesa della patria e della costituzione.

Bisogna però dire che l’”inventrice” della festa del papà è stata una signora americana, Sonora Smart Dodd che, in risposta alla nascente tradizione di dedicare un giorno alla mamma, decise che anche i papà dovevano essere festeggiati:

Per saperne di più : http://www.informainfanzia.net/la-festa-del-papa-spunti-creativi/

LO SAPEVA?

LA GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

Il 21 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco al fine di riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace. La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.  L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica.

Per saperne di più : http://www.metropolitanweb.it/cultura-e-eventi/item/16192-pescara-giornata-della-poesia-e-on-line-il-bando-del-concorso-nazionale-di-sintetica.html

Eventi importanti e le curiosità del mese – febbraio

Lo sapeva?

Enzo Ferrari

Nato a Modena il 18 febbraio del 1898 e qui morto nel 1988, è stato un pilota automobilistico ed imprenditore, fondatore della casa automobilistica che da lui ha preso il nome. La Ferrari è nota in tutto il mondo, grazie anche alla scuderia che partecipa alla Formula Uno, nella quale ha vinto numerosi Mondiali per piloti e per costruttori. Enzo Ferrari nel 1920 ha cominciato a gareggiare guidando un'Alfa Romeo. Tre anni dopo, ha vinto il "I Gran Premio del Circuito del Savio". In quest'occasione la contessa Paolina Biancoli, madre dell'aviatore Francesco Baracca (morto nel 1918), gli ha affidato il cavallino rampante, simbolo che il figlio aveva avuto sulla carlinga dell'aereo, invitandolo ad apporlo sulle sue macchine. Il cavallino rampante è poi rimasto il simbolo della sua scuderia di corse (inizialmente legata all'Alfa Romeo) e poi della sua casa automobilistica. 

La prima gara disputata nel campionato mondiale è stata il Gran Premio di Monaco, il 21 maggio del 1950, mentre la prima vittoria in F1 è stata nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 con Froilan Gonzales. Enzo Ferrari trascorse una vita riservata che lo portò a ritirarsi creando e progettando l'Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena ma che a causa della guerra trasferito nello stabilimento di Maranello. Dopo la guerra creò "La Scuderia Ferrari" che è la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo. Enzo Ferrari morì il 14 agosto 1988 all'età di novanta anni.

Per saperne d più: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=66&biografia=Enzo+Ferrari
 
Lo sapeva?

San Valentino
Storia e Tradizioni

Il legame tra San Valentino e gli innamorati è legato alla tradizione anglosassone medievale, secondo la quale gli uccelli iniziano a nidificare il 14 febbraio risvegliandosi alla vita e al santo di quel giorno sarebbe toccata la protezione appunto degli innamorati. "San Valentino, la primavera è vicino" recita uno dei detti popolari e leggende e curiosità sono prolificate su questo santo, la cui storia è un po' confusa per la presenza di due santi con lo stesso nome vissuti nello stesso periodo e morti entrambi martiri a Roma. Valentino era vescovo di Terni e si recò a Roma per guarire un ammalato. Durante il suo soggiorno romano convertì il rinomato filosofo Cratone e tre suoi giovani discepoli ateniesi, esponendosi con il suo zelo alla facile delazione dei pagani. Il vescovo venne tradotto in tribunale e condannato alla decapitazione, che avvenne nell'anno 273. I tre giovani neoconvertiti ne trasportarono allora il corpo a Terni dove fu sepolto dalla sua comunità cristiana. A lui facevano ricorso le giovani coppie che volevano far pace. E` patrono di Terni, Breno e Passau, protettore dei giovani e appunto degli innamorati.

La storia inoltre sostiene che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione, sia caduto nell'amore con la figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato il seguente messaggio d'addio: " dal vostro Valentino, " una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore..."

Per saperne d più: http://www.santiebeati.it/dettaglio/40850

 

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE – GENNAIO

Lo sapeva?

La Befana

Il termine Epifania deriva dal greco “Tà epiphaneia” cioè manifestazione della divinità. Nella liturgia cristiana passò a significare la manifestazione di Gesù agli uomini come Messia. Con il passar del tempo l’Epifania finì per ricordare solo la venuta e l’adorazione dei Re Magi. La figura della Befana ha origini antichissime. Nel Medioevo l’ Epifania rappresentava la “Dodicesima notte” nel periodo tra Natale e il 6 gennaio. Da questo periodo dipendeva il raccolto futuro e quindi la sopravvivenza del nuovo anno. Durante queste notti i contadini credevano di vedere volare sopra i campi seminati Diana, dea della fertilità. La Chiesa condannò questa figura pagana e Diana, da dea della fecondità, diventò una divinità infernale. Da qui nascono i racconti di vere e proprie streghe e dei loro voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno.

Dal XIII al XVI secolo la Befana non è solamente una persona ma una festa, una delle più importanti e gioiose dell’anno. Nel tardo 1500 si comincia a parlare di Befane come figure femminili che vanno in giro di notte a far paura ai bambini. In seguito la Befana diventa una benefica vecchina che, a cavallo di una scopa, porta doni nella dodicesima notte. La festa assume caratteri diversi nelle varie regioni.

C’è inoltre una leggenda comune che spiega la nascita di questa figura “Quando i Re Magi partirono per portare doni a Gesù Bambino, solo una vecchietta si rifiutò di seguirli. Quando, pentita, cercò di raggiungerli, non ci riuscì. Da allora, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini i doni che non è riuscita a dare a Gesù Bambino”.

La storia della Befana pone quindi le sue radici all’interno di una tradizione culturale di matrice pagana, di superstizioni e aneddoti magici.Lo stesso periodo natalizio si pone in un momento dell’anno che storicamente era ricco di rituali e usanze legati alla terra, all’inizio del nuovo raccolto e all’idea di propiziarsi fortuna e prosperità nell’anno nuovo.E’ un personaggio che ha colto suggestioni da diversissime leggende e trasposizioni culturali.

Per saperne di più:

http://www.mybefana.it/

Eventi importanti e le curiosità del mese dicembre

Lo sapeva?

LA VERA STORIA DI BABBO NATALE  

Babbo Natale, lo sanno tutti, è un vecchio signore, grasso e rubicondo, che vive al Polo Nord. I suoi aiutanti sono piccoli folletti del bosco e il suo mezzo di trasporto una slitta trainata da renne. Ma Babbo Natale è esistito veramente… era un certo San Nicola, vescovo della città di Myra, che dopo la sua morte divenne procacciatore di abbondanza per le famiglie povere…. Secondo alcuni, il vescovo era entrato in possesso di un oggetto magico, il Graal, grazie al quale aveva raggiunto la facoltà di produrre abbondanza da regalare. Da quel momento, Nicola divenne il dispensatore di doni, soprattutto per i bambini poveri e buoni. A testimonianza di ciò, il fatto che nei paesi anglosassoni Babbo Natale è chiamato Santa Claus, che tradotto significa San Nicola. 

Per saperne di più:

http://www.ilnatale.org/babbonatale.htm
 
Lo sapeva?

La Fiera di Santa Lucia

La Fiera di Santa LuciaLa Fiera di Santa Lucia si svolge ogni anno nel centro storico di Bologna, in Strada Maggiore, sotto il portico della Chiesa di Santa Maria dei Servi. La Fiera ha una tradizione molto antica; si svolgeva nella piazza antistante la Chiesa di Santa Lucia, dal 1796 venne spostata nell'attuale luogo pur mantenendo lo stesso nome. Per i bolognesi è questo il luogo in cui acquistare gli addobbi per l'albero e sceglire i personaggi per il presepe.

Se si chiede a un bolognese se è stato alla Fiera di Santa Lucia la risposta che si ottiene è "Si" con la esse maiuscola. Il fascino che offre la Fiera con le sue bancarelle di dolciumi, di addobbi per l'albero, di personaggi per il presepe, è unico; gli sguardi dei visitatori e la luce che esprimono i loro occhi riescono solo in parte a far capire ciò che essi provano. I bolognesi vivono questa realtà natalizia con lo spirito proprio di chi tradizionalmente è immerso anima e corpo in questo evento. Non è il solito schopping natalizio. La vicinanza della Chiesa di Santa Maria dei Servi con il suo splendido porticato, i caldi colori delle facciate hanno qualcosa di magico; la Fiera con i suoi banchetti fa vivere un'atmosfera surreale. 

La Fiera, la cui realizzazione è stata, da sempre, legata all'iniziativa dei commercianti, dagli anni '90 ha visto il nascere di nuove manifestazioni, organizzate, arricchendosi di iniziative tra le quali l'esposizione delle opere di Gino Pellegrini dipinto a grandezza naturale che rappresentano scene della Natività. Bologna nel periodo natalizio è da vivere per poter capire e conoscere attraverso le sue tradizioni la gente che vi abita, gente vivace e cordiale.

Per saperne di più:

http://www.ilcomuneinforma.it/viaggi/4501/fiera-di-santa-lucia-a-bologna/

 

Lo sapeva? 

Eventi importanti e le curiosità del mese – novembre

Benvenuto Cellini

Nato a Firenze il 3 novembre del 1500, Benvenuto Cellini iniziò l'usuale apprendistato presso diversi maestri orafi quando aveva appena tredici anni, rivelando da subito originalità, inventiva ed una personalità particolarmente rissosa.

Furono proprio le intemperanze del suo carattere che nel 1516 lo portarono al confino di sei mesi a Siena e nel 1523, sempre a causa di una rissa, al definitivo (e forzato) abbandono di Firenze per Roma.

A Roma riuscì a frequentare le botteghe dei più noti maestri orafi della città e, una volta in proprio, ad accattivarsi le simpatie di papa Clemente VII, per il quale portò a termine numerosi lavori. Nel 1527, l'anno del sacco di Roma, si vantò di aver preso parte in maniera attiva alla difesa della città riuscendo ad uccidere il conestabile Carlo di Borbone e a ferire il principe d'Orange con un solo colpo di archibugio.

Ma il favore di cui godeva, specialmente presso la corte papale, s'indebolì sotto i colpi del suo mai sopito carattere iroso e dell'ascesa al trono pontificio di Paolo III il quale, in seguito alle calunnie degli avversari del Cellini ed all'accusa di essere l'autore di due omicidi che pendeva sul suo capo, nel 1538 lo fece arrestare e rinchiudere a Castel Sant'Angelo.

Riuscito avventurosamente ad evadere, venne ripreso nel 1539 e liberato definitivamente l'anno dopo per intercessione di Ippolito II d'Este. Il Cellini decise così di stabilirsi in Francia, presso la corte di Francesco I, per il quale portò a termine diverse opere, tra le quali molte furono di scultura. Nel 1545 fu di nuovo a Firenze, dove il duca Cosimo I de' Medici lo incaricò di scolpire il Perseo, completato nel 1549.

Anche nella sua città natale, però, il Cellini continuò ad essere perseguitato dalle malelingue e, non ulteriormente accettato alla corte del duca, si ritrovò a vivere in miseria gli ultimi suoi anni, durante i quali scrisse i Trattati della oreficeria e della scultura (1565-'67) e dettò la Vita (1558-'66), nella quale descriveva, in modo per la verità non totalmente aderente ai fatti ma conforme a molte altri scritti biografici dell'epoca, gli avvenimenti della sua esistenza fino al 1562.

Morì a Firenze il 13 febbraio 1571.

Per saperne di più:

www.colosseo-roma.it/Hanno_scritto/Benvenuto_Cellini.html
www.lucdinocerino.com/perseobronzo.htm

 
Ennio Morricone

Ennio Morricone (Roma, 10 novembre 1928) è un compositore, musicista e direttore d'orchestra italiano. Dal 1946 ad oggi ha composto più di 100 brani classici, ma ciò che ha dato la fama mondiale a Morricone come compositore, sono state le musiche prodotte per il genere del western all'italiana, che lo portarono a collaborare con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come la Trilogia del dollaro, Una pistola per Ringo, La resa dei conti, C'era una volta il West, Il grande silenzio, Il mercenario, Giù la testa, Il mio nome è Nessuno. 

 Dagli anni settanta Morricone diventa un nome di rilievo anche nel cinema hollywoodiano, componendo musiche per registi americani come John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levinson, Mike Nichols, Oliver Stone e Quentin Tarantino. Morricone scrisse le musiche per numerose pellicole premiate all'Academy Award come I giorni del cielo, Mission, The Untouchables - Gli intoccabili, Nuovo Cinema Paradiso, C'era una volta in America. 

 Nel 2007 Morricone ha ricevuto il premio Oscar onorario alla carriera "per i suoi contributi magnificenti e sfaccettati all'arte della musica da film" dopo essere stato nominato per 5 volte tra il 1979 e il 2001 senza aver raggiunto il traguardo. 

 Il 26 febbraio 2016, gli è stata attribuita la stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame. 

 Il 28 febbraio 2016, ottiene il suo secondo Oscar per le partiture del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe. 

 Nel 2016, in collaborazione con Alessandro De Rosa, è stata pubblicata l'Autobiografia "Inseguendo quel suono".  

Per saperne di più:

http://nonsolocultura.studenti.it/ennio-morricone-vita-e-opere-241075.html

Lo sapeva? Eventi importanti e le curiosità del mese - ottobre

NICOLÒ  PAGANINI

Nato a Genova il 27 Ottobre 1782 in una modesta famiglia abitante in un “carruggio” a ridosso del porto (suo padre era imballatore, ma sapeva suonare mandolino e violino; sua madre era una popolana), Nicolò manifestò subito una notevole sensibilità per tutto ciò che era “suono”: da quello delle campane a quello dell’organo parrocchiale.  Aveva un orecchio finissimo e a quattro anni era in grado di far notare a suo padre una stonatura.

Vista quella precocità, il padre si propose di fare del figlio un bambino prodigio: gli impose orari di studio pesantissimi, gli vietò di giocare con i suoi compagni, punì ogni mancanza con percosse e privazioni di cibo.  Il fisico del bimbo, già di per sé non robusto, ne patì molto e la salute ne risentì gravemente.  Il rapporto di Nicolò con la madre fu, invece, tenerissimo, anche se non valse a mitigare il trattamento paterno, dati i criteri maschilisti dell’epoca.

Nonostante ciò, Nicolò crebbe nell’amore della musica e del violino.  Studiava tutte le risorse dello strumento; piegava il suo violino ad imitare le voci più disparate della natura (il canto dei vari uccelli; le voci di diversi animali, dal gatto all’asino; i timbri di vari strumenti, dal flauto alla tromba e al corno).  Tutto ciò impressionava il pubblico.

Nasceva così il primo esempio di divismo: mode “alla Paganini”, pettegolezzi sul personaggio, addirittura leggende di un suo patto col diavolo.

Paganini conduceva una vita provata molto disordinata e avventurosa. Le donne (sia nobili, sia popolane) con cui ebbe relazioni furono innumerevoli da una donna ebbe un figlio, Achille, di cui ottenne l’affidamento dopo aver rotto la relazione con la donna. Con “Achillino” ebbe un rapporto molto affettuoso; il bimbo lo seguì nei suoi viaggi e, cresciuto, studiò le lingue per fargli da interprete.  E fu lui ad essergli vicino al momento della morte, avvenuta a Nizza nel cui dolce clima Paganini, minato da molte malattie, sperava di riprendersi: il 27 Maggio 1840 venne colto, mentre si metteva a tavola, da un fortissimo accesso di tosse;  la violenta tosse, che lo aveva tormentato per tutta la vita, gli provocò una emottisi da cui fu stroncato.

Paganini fu non solo un eccezionale violinista, ma anche un ottimo compositore.  Scrisse brani per violino solo (tra cui brillano i famosi Capricci), vari Concerti per violino ed orchestra (il più famoso è quello denominato La Campanella), numerosi quartetti, molti brani per mandolino e chitarra.

Paganini lasciò il suo violino al Comune di Genova: è un “Guarnieri del Gesù” (1742), che Paganini chiamava affettuosamente “il mio cannone violino” e che Genova conserva con giusto orgoglio ed infinita cura.

Per saperne di più: 
http://paganininiccolo.blogspot.hu/p/la-vita.html

 

Giorgione (1477-1510)

Giorgio Zorzi, detto “Giorgione” (1477-1510) nacque a Castelfranco Veneto, nei pressi di Treviso probabilmente nel 1477.

Sono assai rare le notizie che riguardano la sua vita, che tuttavia godette di una grande fama presso i suoi contemporanei estesasi per tutto il XVII secolo, ovvero anche dopo la sua scomparsa.

Si racconta che fosse stato un uomo corpulento (da cui il soprannome), ma particolarmente mite di carattere.

E’ una figura che appare nell’opera del “Cortegiano” di Baldassar Castiglione accanto a quella dei “pittori eccellentissimi” come Leonardo, Mantegna, Raffaello e Michelangelo.

La scarsità dei documenti, fors’anche le inesattezze dei cronisti del XVII secolo, sono all’origine dei gravi problemi di attribuzione di dipinti, rimasti insoluti anche dopo la ricomposizione del corpus delle opere dell’artista effettuata in età contemporanea.

Documentata è la paternità di Giorgione di tre dipinti probabilmente commissionati da famiglie nobili venete, e che rendono l’ispirazione dell’artista estremamente connessa alle conoscenze ermetiche ed esoteriche del periodo.

Giorgione si formò probabilmente sulle opere di Antonello da Messina, di Albrecht Duerer e di Hieronimus Bosch, e forse conobbe Leonardo da Vinci durante i suoi soggiorni milanesi rimanendone influenzato.

E’ certo tuttavia che la sua formazione non si svolse seguendo l’usuale tirocinio nelle botteghe d’arte, ma fu in relazione con i circoli umanistici veneziani e con i filosofi-alchimisti presenti in gran numero nell’Università di Padova.

In questo senso risentì ampiamente delle influenze della filosofia neoplatonica, introdotta in Veneto da Pietro Bembo.

Giorgio Vasari ricorda che Giorgione ebbe anche interessi poetici e musicali, essendo stato anche autore di madrigali rimati in dialetto veneziano.

E’ certo tuttavia che l’arte di Giorgione determinò nel volgere di pochissimi anni dalla sua morte, una svolta decisiva della pittura veneta di fine Rinascimento, diventando un punto di riferimento per talenti artistici quali Tiziano, Palma il Vecchio e Sebastiano del Piombo, nonché del vecchio pittore Giovanni Bellini.

Per saperne di più:

http://www.astercenter.net/grandi_maestri/Giorgione.htm
 

Eventi importanti e le curiosità del mese - settembre

Lo sapeva?

Andrea Bocelli

(Lajatico, il 22 settembre 1958)

Tenore famosissimo, nato a Lajatico (in provincia di Pisa). È uno dei tenori più famosi al mondo ed il suo nome è stato inserito nella Hollywood Walk of Fame. A 12 anni a causa di un glaucoma congenito perde completamente la vista che già era debole. Nel 1994 vince il Festival di Sanremo con la canzone “Il mare calmo della sera”, ritorna poi in TV con la canzone “Con te partirò”, canta insieme a Giorgia la canzone degli O.R.O. “Vivo per lei” ed ottiene moltissimo successo in Italia e all’estero. Nel 2011 si è esibito a New York nel concerto One Night In Central Park, insieme ad importanti cantanti americani, ha aperto eventi e manifestazioni con interpretazioni toccanti e, spesso, è presente in concerti e opere di beneficenza.

Per saperne di più: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=653&biografia=Andrea+Bocelli

Lo sapeva?

Monica Bellucci

(Città di Castello,Perugia, il 30 settembre)

Monica Bellucci è una delle attrici italiane più note nel panorama di casa (ma anche internazionale).

La carriera di Monica  inizia intorno agli anni ’90 quando debutta in un film di Dino Risi, con Giancarlo Giannini, “Vita coi Figli”. Nel 2000 inizia la sua vera ascesa verso il successo grazie al film di Tornatore “Malèna”; questo è il film che la consacra anche in America tanto da venir scelta per interpretare il ruolo di Persephone nei film”Matrix Reloaded e Revolutions” e, poi, per interpretare Maria Maddalena ne “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.

Nel 2005 lavora ancora a un film estero interpretando la strega nel film “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” diretto da T.Gilliam. In Italia; nel 2007 viene chiamata da Muccino per interpretare uno dei ruoli del sequel “Manuale d’Amore 2”, mentre un anno dopo si presenta a Cannes con un film di M.T.Giordana: “SanguePazzo”.
 

Le sue ultime collaborazioni più importanti, dal 2009 ad oggi, sono state “Baarìa”, “L’apprendista stregone” e “Manuale d’Amore 3”.

Per saperne di più:

https://cinema.popcorntv.it/news/monica-bellucci-biografia-e-filmografia-della-diva-italiana/38788

 

 

Eventi importanti e le curiosità del mese – giugno

Lo sapeva?

Pensa. Mangia. Salva. – la giornata mondiale dell’ambiente: 5 giugno

Pensa. Mangia. Salva è una campagna contro lo spreco di cibo che incoraggia le persone a ridurre l’impatto sull’ambiente. Il tema del cibo, in un’economia globale, è davvero un problema terribile: 1 persona su 7 nel mondo va a dormire affamata e, ogni giorno, oltre 20,000 bambini più piccoli dei 5 anni muoiono di fame. Esiste un enorme sbilanciamento tra gli stili di vita nel mondo (e anche di possibilità di accesso alla vita) e i risultati sono devastanti  sull’ambiente.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura stima che un terzo della produzione globale di cibo viene sprecata o è “andata persa”. Lo spreco di cibo è un gigantesco buco nero all’interno delle risorse naturali, oltre a contribuire con un impatto fortemente negativo sull’ambiente.

Quando il cibo viene sprecato, significa che tutte le risorse ed energie utilizzate nella sua produzione vanno perse. Ad esempio, per produrre un litro di latte, servono 1,000 litri di acqua.

Inoltre, la terra dedicata alla produzione di alimenti occupa il 25% di terreno abitabile ed è responsabile del 70% di utilizzo di acqua, dell’ 80% della deforestazione e del 30% delle emissioni di gas serra.

Si tratta della più grande causa di perdita di biodiversità e mutamento del paesaggio.

Per esempio, quando scegli cibo con minor impatto ambientale, come alimenti biologici che non usano sostanze chimiche nel processo produttivo oppure quando acquisti prodotti a chilometro zero, stai già limitando le emissioni di gas serra.

Per saperne di più:

http://www.earthdayitalia.org/CELEBRAZIONI/Giornata-Mondiale-dell-Ambiente

 

Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio, nato nel 1313 (giugno o luglio) a Certaldo in Toscana, può ben essere considerato il padre della prosa volgare italiana e, insieme a Petrarca e a Dante, il più importante scrittore del XIV secolo sia in Italia che in Europa.

 Dopo i primi studi a Firenze, nel 1327 si trasferisce a Napoli dove si dedica ai classici latini e alla letteratura italiana e francese e proprio qui vedono la luce le sue prime opere: Filocolo, Filostrato, Teseida, Caccia di Diana e Rime.

Durante i successivi soggiorni a Firenze e nelle corti di Romagna compone oltre al Ninfale fiesolano e ad altre opere minori, la sua opera capitale: il Decameron, terminato nel 1351. E’ in questi anni che stringe amicizia con il “glorioso maestro”, Petrarca, e si dedica allo studio dell’opera dantesca.

Viene a mancare nel dicembre 1375.

Come ben emerge leggendo il Decameron, Boccaccio sa esprimersi attraverso una considerevole varietà di toni e di stili in virtù del suo sperimentalismo. L’autore si dimostra inoltre ben attento a tutta la realtà, pronto a rappresentarla integralmente, da osservatore imparziale, nei suoi aspetti molteplici e talora contrastanti: una realtà in continuo mutamento.

L’uomo, con le sue qualità e i suoi vizi, è il protagonista unico di vicende dove agiscono tre motivi o molle fondamentali: Fortuna, Amore e Intelligenza, presentate in tutta una ricca gamma di possibili sfumature.

C'è da dire che Boccaccio impone nel Decameron una poetica realistica che comporta, oltre al citato pluristilismo, precisione di dettagli, descrizioni circostanziate, riferimenti “storici” a luoghi o persone reali. C’è assenza di questioni religiose, morali e politiche, e si individua nel naturalismo e nella rappresentazione realistica del mondo dei sensi il suo motivo ispiratore.

L’amore, uno dei temi principali del Decameron, è visto come un istinto irrefrenabile, come legge naturale: la concezione laica presente è ben distante da quella della produzione boccacciana precedente. L’opera è destinata a fornire diletto e insieme consigli pratici di comportamento alle donne innamorate e, quanto ai contenuti, esprime l’intenzione di narrare “novelle piacevoli e aspri casi d’amore e altri fortunati avvenimenti”.

Per saperne di più: http://www.homolaicus.com/letteratura/boccaccio.htm

 

EVENTI IMPORTANTI E LE CURIOSITÀ DEL MESE – MAGGIO

Lo sapeva?

CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni

La prima rappresentazione assoluta della Cavalleria rusticana dell'allora ventisettenne Pietro Mascagni, avvenuta il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma, segnò una data storica.

Il suo trionfo dava l'avvio alla nascita del Verismo, della cosiddetta "Giovane scuola italiana" e recava la testimonianza che la musica italiana serbava ancora un decisivo potenziale creativo, al di là del culmine verdiano.

Della nuova scuola Cavalleria rusticana è stata l'autentico prototipo e il modello scatenante. Puccini doveva comporre i suoi primi capolavori, Manon Lescaut e Bohème, rispettivamente dopo tre e dopo sei anni. Leoncavallo sentì così fortemente il richiamo della strada aperta da Mascagni che interruppe il lavoro all'ambiziosa opera storica I Medici che aveva in cantiere su commissione della Casa Ricordi, per scrivere quasi di getto I Pagliacci (1892) con i quali la Cavalleria entrò in un, fin troppo durevole, connubio.

Connubio favorito, del resto, oltre che da intrinseche affinità, dalla comune appartenenza alla Casa Musicale Sonzogno che aveva promosso il fortunato concorso al quale fu dovuta la nascita e l'affermazione della Cavalleria rusticana. Affermazione che, come s'è detto prima, diede l'avvio al sorgere della "Giovane scuola italiana", cioè al movimento verista in musica.

Il successo fulmineo ed universale dei primi capolavori del teatro musicale verista provocò subito una scissione tra le grandi masse del pubblico - che ancor oggi, dopo quasi un secolo, mostrano in ogni parte del mondo di prediligere Cavalleria, Pagliacci, Manon e Bohéme - e la maggior parte dei critici che, soprattutto in Italia, non hanno mai cessato di attaccare, e di svalutare spesso con sprezzante acrimonia, queste opere e i loro autori.

Per saperne di più: http://www.youtube.com/watch?v=wkS3XkJ4z7o

 

La Corsa dei Ceri

La Corsa dei Ceri di Gubbio è senza dubbio una delle feste più famose nel mondo: è la più sensazionale, la più eccitante, la più pazza corsa alla quale vi possa mai capitare di assistere.

Si celebra il 15 di maggio, vigilia di S. Ubaldo, e questo accade da secoli: secondo alcuni le origini della festa dei Ceri risalgono alla metà del XII secolo, quando il Comune, dopo un' importante vittoria riportata sulle città nemiche, decise di ricordare l'evento e ringraziare l'allora vescovo di Gubbio Ubaldo con una celebrazione annuale.

I Ceri sono 3 enormi macchine in legno di forma ottagonale fissate in basso a delle barelle, e alte circa 7 metri, ognuna sormontata dalla statua di un Santo: S. Ubaldo, protettore dei muratori, S. Giorgio protettore dei commercianti, S. Antonio abate protettore dei contadini.

I Ceraioli che trasportano i pesanti Ceri sono vestiti con colori vivaci e indossano fez, fazzoletto, sciarpa rossa in vita, pantaloni bianchi e camicia – gialla per S. Ubaldo, azzurra per S. Giorgio, nera per S. Antonio.

Il cerimoniale della festa è complesso e è rimasto inalterato attraverso i secoli.

A mezzogiorno suona il Campanone del Palazzo dei Consoli e avviene l'alzata dei Ceri, con ogni Capodieci che versa acqua da una brocca su un punto preciso del Cero e getta poi il recipiente in aria: questo, cadendo, va in frantumi, e la gente attorno li raccoglie per buon augurio.

Inizia a questo punto la mostra dei Ceri in giro per la città, fino a che vengono posati in una via del centro.

Alle ore 18 i Ceri vengono rialzati, quindi benedetti e poi ecco che inizia la straordinaria corsa lungo la discesa di via Dante; dopo una sosta in Piazza della Signoria i Ceri compiono tre "birate" e partono a gran velocità verso la Basilica di S. Ubaldo, posta sul pendio del Monte Igino.

Il vincitore non è il primo che arriva ad entrare in chiesa, infatti S. Ubaldo deve sempre entrare per primo, con gli altri che seguono non mutando l'ordine di partenza.

Il vincitore viene individuato in base a come la corsa è stata fatta, ovvero il grado di abilità mostrato dai barellieri, e saranno dibattiti infiniti tra i cittadini di Gubbio a stabilirlo.

Per saperne di più: http://www.ceri.it/

 

Eventi importanti e le curiosità del mese – aprile

Lo Sapeva?

Le tradizioni della Pasqua in Italia

In Italia, come in molti Paesi cattolici, negli ultimi giorni prima della domenica di Pasqua si svolgono diversi riti che rievocano la Passione di Cristo. La parola Pasqua deriva dall'ebraico "pesach" o "Passak" che significa passaggio e fu istituita da Mosè a commemorazione del passaggio del Mar Rosso durante l'esodo degli ebrei dall'Egitto.

Dopo la lunga preparazione alla Quaresima, il ritmo dei riti evocativi della Passione si intensifica e raggiunge il vertice il Venerdì Santo. Con la Pasqua la comunità dei fedeli vive un giorno di lutto universale, espresso attraverso diverse forme di partecipazione popolare. In questa occasione, hanno luogo molte cerimonie folcloristiche in cui vengono rappresentati alcuni episodi della Passione, si benedicono le case, si consuma l'agnello pasquale, e si distribuiscono i tipici simboli pasquali: uova e dolci a forma di colomba.

Qual’è il significato simbolico dell’uovo di Pasqua?
Nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione: il guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente.
Per i pagani l’uovo è il simbolo della fertilità: l’eterno ritorno alla vita.

L'origine della colomba pasquale si fa risalire alla leggenda legata alla battaglia di Legnano: una coppia di colombi aveva il suo nido in una vecchia via di Milano accanto alla finestra di una signora che si era affezionata a loro. La donna aveva due figli che un giorno dovettero partire per la guerra e la donna da allora non sorrise più ai poveri colombi, che volarono fino al campo di battaglia dirigendo con il loro volo i tiri delle armi e a vittoria raggiunta si posarono sul pennone del Carroccio. Quando i figli della donna tornarono a casa, anche i colombi rioccuparono il loro nido.

Una particolarità della Pasqua italiana risiede anche nella sua cucina. Tutte le regioni italiane si preparano, infatti, ai festeggiamenti con piatti tipici.

Per saperne di più: http://www.lapasqua.com/ 

Lo sapeva?

Leonardo da Vinci

Il 15 aprile 1452 nasce Leonardo. Il padre è Ser Piero D'Antonio, notaio, la madre una donna di Anchiano, che andrà sposa ad un contadino, lasciando il figlio al padre naturale. Nonostante Leonardo sia figlio illegittimo, Ser Piero lo accoglie nella sua casa al pari di un figlio riconosciuto e lo educa con affetto. Quando Leonardo ha sedici anni, Antonio, il padre di Ser Piero, muore e la famiglia si trasferisce a Firenze. Leonardo offre già segni delle sue straordinarie capacià ed è per questo che il padre lo manda a bottega da Andrea Verrocchio, il miglior pittore del tempo, ottimo maestro affermato anche come scultore ed orafo. L'attività di Leonardo presso il Verrocchio non è ben chiara, sembra che egli abbia collaborato alla tavola del "Battesimo di Cristo" per San Salvi a Firenze. È il 1472 quando Leonardo, a vent'anni, risulta iscritto come maestro nella Compagnia dei Pittori. Le sue straordinarie doti artistiche si ravvisano subito: la curiosità che lo rende genio senza pari, e il desiderio di apprenderne sempre di più si manifestano già in giovane età. La sua prima opera, datata 1473, è un disegno con una Veduta della Val d'Arno. Nello stesso periodo, dipinge il ritratto della nobildonna Ginevra de' Benci, la "Madonna del garofano" (1474-1478 ) e l'"Annunciazione" degli Uffizi. Nel 1480 entra a far parte dell'Accademia del Giardino di San Marco, patrocinata da Lorenzo il Magnifico. Lo stesso anno gli viene commissionata l'"Adorazione dei Magi" per la chiesa di San Giovanni Scopeto, fuori Firenze. La città di Firenze comincia a rivelarsi luogo troppo ristretto, artisticamente, per le ambizioni di Leonardo. Alla notizia che il suo nome non è tra i quattro coinvolti nella realizzazione della Cappella Sistina a Roma, Leonardo decide di partire per altre mete.

Nel 1482 si presenta a Ludovico Sforza, Duca di Milano, e lo accetta a corte dandogli la residenza in Porta Ticinese, con i fratelli De Predis. Nel 1483 realizza uno dei suoi numerosi capolavori: la "Vergine delle Rocce", dipinta in due versioni, oggi custodite a Londra e Parigi. Nel frattempo, lavora al monumento bronzeo equestre per Francesco Sforza. Sempre per la famiglia Sforza attende alle decorazioni del Castello di Milano, in occasione del matrimonio tra Gian Galeazzo Sforza con Isabella d'Aragona (1489-1490). Nel 1499, le truppe del re di Francia Luigi XII invadono Milano: Leonardo è costretto a fuggire ed a trovare asilo a Mantova prima, a Venezia poi. Nei primi anni del Cinquecento torna alla sua città, Firenze, e dipinge, accanto a Michelangelo, il Salone del Consiglio grande nel Palazzo della Signoria. Qui realizza la magnifica "Battaglia di Anghiari" (1503), che però lascia incompleta. Leonardo è ossessionato dalla perfezione e dalla ricerca di una nuova tecnica pittorica. Anche la celebre "Gioconda", dipinta in quegli anni, sembra rimanere incompiuta. Continua instancabile a viaggiare, nel 1506 è di nuovo a Milano, poi, sempre più spesso, a Roma. Nel 1513 Francesco I di Francia lo invita a corte ad Amboise. Accolto con molti onori, il maestro attende ai progetti per alcuni festeggiamenti e coglie l'occasione per proseguire la sua ricerca idrologica, iniziata anni prima presso gli Sforza. Nel 1519, il 23 aprile, egli sente prossima la fine e decide di redigere un commovente testamento, nel quale non dimentica di citare tutti coloro che gli sono stati vicini. La morte giunge infatti il 2 maggio del 1519.

Per saperne di più:

http://www.bilanciozero.net/rinascimento/chiesarinascimento1/img_da_vinci_leonardo/opere_da_vinci_leonardo_it.htm

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